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“Aiace” di Ghiannis Ritsos al Teatro Lo Spazio di Roma dal 2 al 7 maggio

Aiace di Ghiannis Ritsos 

Traduzione di Nicola Crocetti

Con Viola Graziosi – Voce di Graziano Piazza – Regia di Graziano Piazza

aiace-roma-teatro

Scenografia Musicale Arturo Annecchino

Costumi Valentina Territo

Registrazione e mix David Benella

Assistente alla regia Ester Tatangelo

Produzione Sycamore T Company

Comunicazione 369 gradi

Una donna, forse una proiezione, un miraggio? Un uomo, Aiace, evocato attraverso la voce di lei. Ripercorrono “insieme” la storia dell'eroe, dai fasti delle vittorie fino al grottesco tragico epilogo, nella domanda di un'assenza, nello sguardo lontano di un incomprensibile suicidio. Pian piano la donna riveste i panni dell'eroe attraverso le sue parole e le sue folli azioni, fino ad assumerne quasi le sembianze. Non più moglie e madre e amante muta e impotente, ma eroina dei nostri giorni.

 

2-7 maggio TEATRO LO SPAZIO Via Locri 42-44 

dal martedì al sabato ore 20.30, domenica ore 17.00

Comunicazione: crantolini@gmail.com – benedetta.bo@gmail.com

Prenotazioni : 06 77076486 – info@teatrolospazio.it

Costi biglietto: intero 12, ridotto: 9 , gruppi: 5  + 3 euro di tessera associativa

 

Note di regia:

L'Aiace di Ritsos, scritto tra il 1967 e il 1969, è una rilettura della tragedia di Sofocle attraverso la quale il poeta greco, considerato tra i più grandi del 900, offre una visione lucida e cruda della sua contemporaneità umana e politica. L'eroe non c'è più. Gli dei non ci sono più. Nel mettere in scena oggi questo testo ho voluto capovolgerne le parti per interrogare il lato femminile, sensibile dell'eroe, quella voce muta che finalmente arriva al centro della scena e prende parte alla battaglia del vivere. 

L'Aiace di Ritsos è un eroe per forza, umiliato dall'impotenza della "normalità", di ciò che gli altri gli impongono di essere. Un Uomo che combatte le sue vicende quotidiane, teso verso un percorso mitico, a cui il destino fa compiere azioni ridicole, nello sforzo ossessivo di difendere i propri trofei, a costo della vita e che, infine, scopre la liberazione di perdere ogni cosa.  Qui Aiace abita la voce della donna per rivelarle che è sufficiente un passo per raggiungere l'altra riva, dove sono i pioppi tranquilli e il fiume bianco. Lei si pone in ascolto, ricorda, parla, comprende, prende finalmente posizione. Si perdono i confini di genere e di spazio vitale, l'uomo e la donna si fondono, non è più chiaro chi abita e chi è abitato.

Durata: 55 minuti

 

"In ogni pozzo e dentro di noi c'è una bella donna annegata, una donna annegata 

che non vuol morire, e non so neppure cosa significhi"  – Aiace

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