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Alekos Panagoulis il dovere della libertà – un libro di Samantha Falciatori

Alekos Panagoulis il dovere della libertà di samantha falciatori

 

La presente opera nasce dall’esigenza di far luce su un periodo della storia contemporanea europea molto trascurato e sottovalutato, che tuttavia è di grande interesse storico per comprendere i fatti odierni di un Paese a noi molto vicino non solo geograficamente, ma anche culturalmente, quale appunto è la Grecia. Il periodo trattato è quello della dittatura militare dei colonnelli (1967-1974) e il filo conduttore è la figura di Alessandro Panagoulis, giovane democratico greco che quella dittatura la combatté fino alla fine, lasciando un messaggio e un esempio tale da renderlo già da vivo un eroe nazionale.

Gli obiettivi di questo saggio sono di ricostruire le vicende storiche e inquadrarle in una prospettiva che possa, seppur parzialmente, aiutare a riflettere su certe dinamiche odierne; di cercare di comprendere come fu possibile che, ad appena 20 anni dalla fine della seconda guerra mondiale, che fu combattuta contro il nazi-fascismo, in un Paese europeo si instaurasse un’altra dittatura fascista; di comprenderne le cause e le fenomenologie; di ricostruire una figura importante per la storia greca come Panagoulis, cercando di capire chi era e come ha influito sulle vicende greche, permettendo anche a chi ancora non lo conosce di avvicinarsi a un personaggio il cui messaggio è di grande attualità; infine, di ricostruire le dinamiche dell’“incidente” che ne causò la morte e le perizie che dimostrarono che fu in realtà un omicidio.

Per raggiungere questi obiettivi, si è condotta un’indagine che ha sia raccolto volumi, testimonianze, cronache giornalistiche e articoli, sia condotto interviste a persone che hanno conosciuto Alessandro Panagoulis e che, accettando gentilmente di rilasciare le interviste e i documenti privati inclusi in appendice, hanno permesso di aggiungere preziose testimonianze e chiarimenti alla presente indagine. Si cita a questo proposito l’avvocato e scrittore Denis Langlois, osservatore legale per la Federazione Internazionale dei Diritti dell’Uomo dal 1967 al 1971 che seguì il processo contro Panagulis nel 1968, e l'avvocato Luigi Saraceni, che seguì lo stesso processo. L’appendice è anche corredata da testi, documenti e foto che offrono un ulteriore approfondimento. Il saggio si articola in 6 capitoli e ripercorre le vicende greche dal colpo di Stato dei colonnelli della notte del 21 aprile 1967 alla morte di Alessandro Panagoulis avvenuta il 1 maggio 1976. La vicenda personale di Panagoulis si intreccia indissolubilmente con le vicende storiche che contribuì a determinare. Dopo aver analizzato nel primo capitolo le dinamiche e le motivazioni del colpo di Stato e ricostruito in un breve excursus storico le vicende dall’immediato dopoguerra al giorno del golpe, nel secondo capitolo si introduce la figura di Alessandro Panagoulis, dall’attentato contro Papadopolous all’arresto, dalle torture al processo, dalla condanna a morte ai vari tentativi di evasione.

Si passa poi ad analizzare, nel terzo capitolo, secondo una prospettiva più ampia, la resistenza al regime e gli alleati di quest’ultimo, sottolineando le responsabilità internazionali di chi ne permetteva, e come, la sopravvivenza. Proprio sulla base di queste complicità, si analizza nel quarto capitolo la scelta del regime di darsi una parvenza più democratica agli occhi del mondo, concedendo nel 1973 un’amnistia ai detenuti politici di cui beneficiò anche Alessandro Panagoulis, che, graziato, venne rimesso in libertà. La sua lotta al regime però continuò, sia in Grecia che all’estero, soprattutto in Italia, dove vicende personali lo portarono a stabilirsi. E’ lo stesso Panagoulis ad offrire, attraversi articoli e pubblicazioni, un’analisi degli eventi di quegli anni, secondo una prospettiva contemporanea e diretta che permette di comprendere gli eventi chiave di quegli anni, dal massacro del Politecnico del 17 novembre 1973 al colpo di stato del colpo di stato del generale Joannidis, fino al fatale e fallito colpo di stato a Cipro nel 1974 a opera del nuovo regime, che ne decretò la fine.

Si aprì una nuova fase della storia greca all’insegna della democratizzazione o presunta tale. Il quinto capitolo, infatti, offre una panoramica sui tentativi del nuovo Governo di civili di riportare la Grecia alla democrazia ma senza una vera volontà politica, dal momento che gli attori della neo-democrazia erano gli stessi del vecchio regime o erano pilotati da essi. Fu questa la nuova battaglia di Panagoulis, che eletto in Parlamento attuò una nuova forma di resistenza per smascherare la finta democrazia instaurata in Grecia e per dimostrare gli stretti legami tra i politici e la giunta dei colonnelli. Per dimostrarlo servivano le prove ed esse erano i documenti della polizia militare greca, l’ESA, che per mesi egli cercò di trovare. Nel frattempo, nel 1975, Panagoulis, e la Grecia, fecero un piccolo passo avanti verso la democratizzazione attraverso lo storico processo ai torturatori che inflisse, tuttavia, condanne lievi e più che altro simboliche. Il sesto capitolo ricostruisce la fase finale della vita di Alekos: entrato in possesso dei documenti dell’ESA che dimostravano la continuità con il vecchio regime e incriminavano in particolar modo il Ministro della Difesa Averoff, Panagoulis provvide alla pubblicazione, che fu prontamente vietata. L’unica alternativa era sottoporre i documenti in Parlamento ma due giorni prima dell’interrogazione parlamentare Panagoulis morì in un misterioso incidente stradale che periti italiani dimostrarono poi essere stato un omicidio. Le perizie, però, non vennero considerate dalla magistratura greca che archiviò presto il caso con una sanzione pecuniaria al presunto colpevole. 

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