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Nata a Costantinopoli

Il video è tratto dall'opera NATA A COSTANTINOPOLI curata da Alfredo Traversa con il giornalista dell'ERT Spiros A. Metaxas, il musicista che ha scritto le musiche originali Sakis Tsilikis e la cantante Vasia Zilou. 8 e 9 ottobre Teatro San Genesio Roma di concerto con l'Ambasciata di Grecia a Roma (dott.ssa Maria Levanti).

Una storia vera La comunità greca cacciata da Istanbul o meglio da Costantinopoli, uccisioni, distruzioni, violenze in nome di una politica e di un credo contro il valore della persona e dell'umanità intera. Accadeva a Istanbul negli anni '60. Difficile a credersi. La Storia siamo Noi. 

 

 

Ελένη Ξενοπούλου (Eléni Xenopùlu) ma i turchi l'hanno ribattezzata Cenépulos e così è rimasta in italiano, vive ad Oria (sposata con Pietro Di Levrano consociuto da emigrante in Germania nei primi anni ’60), in provincia di Brindisi.

I Greci continuano ancora oggi a chiamare nostalgicamente Costantinopoli o “la Città”, per antonomasia, l'antica colonia affacciata sul Bosforo di Bisanzio, l'odierna turca Istanbul.

Costantinopoli fu capitale dell'Impero romano fino alla sua caduta il 29 maggio 1453. In Oriente si ebbe sempre la percezione di una continuità fra Impero Romano e Bizantino, tanto che i greci bizantini si definivano “romei” invece che elleni, e la grecità era detta “romiosìni”. Gli stessi turchi chiamano “rum” la minoranza greca della Polis.

Nel 1921 i greci che abitavano in Turchia erano circa 2 milioni e mezzo; nel 1923 con lo scambio forzato di popolazione più di 2 milioni di essi furono costretti a trasferirsi in Grecia. I circa 500 mila greci che nel 1921 vivevano a Istanbul si ridussero a 200mila e nel 1942 con la forte tassa sui capitali che colpì greci e armeni calarono a 100mila.

Nel 1955 circolò la notizia che una bomba fosse esplosa a Salonicco presso la casa natale di Mustafà Kemal Atatürk, considerato il padre della Turchia moderna, e che fossero responsabili i greci. L'allora presidente dittatore Adnan Menderès ordinò di dare una lezione ai rum di Istanbul. I turchi presero la mano e la lezione diventò un vero pogrom, una notte dei cristalli, con violenze, spoliazioni e uccisioni che costrinsero all'emigrazione un'altra consistente parte dei pochi greci rimasti.

Ancora nel 1964 la recrudescenza della crisi di Cipro colpisce di nuovo la comunità greca costantinopolita.

La nostra Eleni decise di partire per la Germania a seguito di quest'ultimo repulisti. Oggi non sono più di 10mila i greci che continuano a vivere in Turchia. A Istanbul ne sono rimasti tra i 2mila e i 5mila.

Con questo spettacolo raccontiamo la sua vita.

  

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