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Tsipras: un’occasione perduta per riscrivere la storia

TermopiliLe file ai bancomat greci nonché la penuria di contanti per far fronte alle quotidiane esigenze familiari, imposte dalla ferocia finanziaria della troika,  sono finalmente finite. Sembra un sogno, quasi una favola triste del terzo millennio quello che abbiamo incredibilmente assistito in TV,  ora che tutto pare sia rientrato nei canoni della  routine giornaliera della vita del popolo greco.  Si,  è vero,  lo spettro di una crisi al buio,  le cui conseguenze sarebbero sempre e comunque drammatiche per il popolo greco è sempre lì, dietro l’angolo.  Anche se tutto è ritornato come prima  io ritengo che trattasi di una momentanea parentesi,  un semplice trasferimento ad un futuro non molto lontano di turbolenze monetarie e purtroppo anche sociali di vaste proporzioni.

L’importante per l’Europa e per il mondo della finanza  era raggiungere la normalità anche a dispetto della volontà popolare che ampiamente aveva votato una strategia politica ed economica diversa da quella poi accettata dal capo del governo greco Tsipras.  Ancora una volta il potere e soprattutto il volere della troika ha dimostrato di essere al di sopra di ogni democratica espressione popolare.   Tsipras da tutti noi immaginato il Leonida del terzo millennio, abbandonato  soprattutto dai movimenti culturali e di pensiero,  non ha retto alla forza d’urto di un occidente, USA compreso,  prepotente ed arrogante.  Nonostante il mandato elettorale del  popolo greco sia stato inequivocabilmente chiaro,  Leonida questa volta ha preferito consegnare le armi al nemico.   Insomma una irrefrenabile marcia indietro proprio quando il mondo pensante, quella piccola parte buona che ancora è rimasta disancorata dalla legge del potere finanziario sperava e intravedeva nel Leonida del terzo millennio il tanto sospirato cambiamento, colui  che avrebbe finalmente messo alle corde quel mondo spavaldamente legato agli interessi economici al punto di sottomettere ad essi anche la sopravvivenza e la dignità di un popolo che come colpa grave è stata quella di non aver mai avuto una propria politica, una propria storia,  venendo queste sempre decise al di fuori della propria frontiera e a dispetto del volere popolare.  La storia di un popolo che io definirei  “Senza storia” avendola sempre subita,  senza mai aver avuto quell’occasione per togliersi questo guinzaglio che per secoli lo ha tenuto ben stretto alla catena.  Tsipras ha avuto questa occasione, l’occasione d’immolare all’altare della finanza il suo popolo,  che peraltro aveva espresso democraticamente, con orgoglio e determinazione la volontà di  dire basta  alla Troikocrazia.  

Tsipras ha avuto la più grande opportunità di questi ultimi due secoli per riscrivere la storia del suo paese e soprattutto di mettere  le basi ad un nuovo sistema economico e monetario che finalmente tenesse conto e mettesse al primo posto la dignità di un popolo.  Tsipras ha sottovalutato e per certi versi anche offeso il suo popolo che con il suo orgoglioso NO aveva gli aveva indicato chiaramente la strada da seguire.  

Ancora una volta la storia del popolo greco si trasforma in tragedia,  non riuscendo ancora a trovare quel varco giusto per riappropriare della propria sovranità.  Alle Termopili del terzo millennio questa volta  Leonida ha preferito consegnare le armi.  Speriamo che la Grecia non debba  attendere altri 2500 anni.  

 

             Di Pompeo Maritati

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