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TUTELA DEL PATRIMONIO – gli scatti fotografici della nostra Socia Pina Catino in mostra a Napoli dal 30 marzo 2012

 

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PINA CATINO espone i suoi scatti fotografici a Napoli  nella Mostra Iconografica -" I VOLTI DI SAN GENNARO"  -MUSEO Del Tesoro di  SAN GENNARO, Via Duomo 149 – inaugurazione 30 marzo 2012 ore 11:30


-I rilievi fotografici del Progetto "Guglia di san Gennaro" dell'architetto Cosimo Fanzago, conservati tra i  documenti dell'Archivio storico e la Guglia di San Gennaro, commissionati alla fotoreporter Pina Catino  dall'Ecc.ma Deputazione della Real Cappella del Tesoro di  San Gennaro, nel 2010,al fine  di salvaguardare e diffondere questi capolavori per evitarne la scomparsa,  in mostra nel Museo di San Gennaro a Napoli dal 30 marzo 2012.- I pannelli fotografici che misurano mt 1,70, saranno esposti insieme a 50 opere di bellezza senza tempo, quadri e lastre di rame mai esposti, busti, stampe e oggetti.
– La più grande raccolta iconografica sul santo che testimoniano la ricchezza e la straordinaria abilità degli artisti e dei maestri incisori napoletani dal '700 ad oggi e dei Fotografi, che stanno tutelando con la loro Arte, il valore di un  Patrimonio
universale.

-La Mostra è sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica – Ministero per i Beni Culturali, Regione Campania e Comune di Napoli .

Informazioni

La storia della Deputazione, ricca di eventi e attività, si è dipanata per circa quattro secoli fino ad oggi: il suo ruolo non è solo quello di semplice tutore del Tesoro ma soprattutto quello di promotore di numerose attività artistiche per  la conservazione rispettosa della tradizione antica e il riconoscimento del suo significato religioso nel tempo, non solo per le generazioni di oggi, ma soprattutto per le generazioni future.

La Guglia di San Gennaro fotografata da Pina Catino dal balcone del Pio Monte della
Misericordia,
si trova a ridosso del Decumano Maggiore della città greco-romana, in piazza Riario Sforza. La guglia di San Gennaro, in
marmo bianco di Carrara, è la più antica di Napoli. Su progetto dell'architetto Cosimo Fanzago, fu eretta nel 1636 ed ultimata nel 1660. Fu commissionata dalla Deputazione del Tesoro di San Gennaro, in ringraziamento per lo scampato pericolo durante l'eruzione del Vesuvio
1631. Esempio di opera barocca, sulla colonna quadrangolare molto articolata e composita, sono collocate le grandi volute a sirena che
terminano in un capitello ionico riccamente decorato, su cui è posizionata la statua in bronzo del santo, opera di Tommaso Montani e dei fratelli Monterosso, è alta m. 2,50.

Il più famoso tra i  protettori di Napoli è San Gennaro; sotto il regno del crudele persecutore dei cristiani, Diocleziano, egli era vescovo di Benevento. Nell’anno 305, viene decapitato a Pozzuoli, dove una nutrice conserverà la testa e custodirà il sangue in delle ampolline, mentre il corpo sarà sepolto presso il luogo del martirio a Marciano.
L’arcivescovo Alessandro Carafa, dopo lunghe trattative con il papato, riesce nel 1497, a portare le ossa del santo, in un’urna, nell’ipogeo della cattedrale, trasportandole dal Monastero di Montevergine, dove erano rimaste dimenticate, sotto l’altare maggiore. Nella cattedrale si conservano le due ampolline col sangue di san Gennaro che, durante la processione del 17 agosto 1389, per la prima volta si liquefece.
Il cardinale Oliviero Carafa, esponente di spicco della curia romana, uomo di raffinata cultura, considerato protettore dell’ordine dei Domenicani,
e celebre mecenate, "protesse le prime tipografie a Roma", fratello di Alessandro, fece costruire nel Duomo di Napoli, al di sotto dell’altare maggiore, una cripta in stile rinascimentale, per proteggere le ossa di san Gennaro. In seguito ad una pestilenza, Napoli 1526-1529, i napoletani fecero voto a san Gennaro di edificare una nuova cappella all’interno del Duomo.

 




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