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Escursione nella Grecìa Salentina. Di Salvatore Memeo

Con immenso piacere riportiamo la "bella nota" scritta in occasione della giornata del 4 settembre 2011, dedicata alla "Dieta mediterranea" organizzata dal Comitato Promotore il Club di Zollino, il Club Unesco di Bisceglie e la nostra Associazione Italoellenica, dal caro Amico Salvatore Memeo, scrittore e poeta.                                                                    L’autista del pullman, durante il tragitto verso il Salento, si era rivelato un uomo carico di pazienza e comprensione: le disfunzioni erano evidenti e si notava dai visi per nulla rilassati di alcuni passeggeri e la richiesta di soste si era fatta sostenuta già dal primo mattino. La giornata si era aperta sempre all’insegna della disfunzione poiché, già da Terlizzi, il portatile della nostra Presidente ne lamentava qualcuna:ritardatari “persi” per via. Alle porte di Brindisi noi c’eravamo fermati per una breve sosta di quindici minuti soli che tra un caffè e la brioche, si metteva di traverso quell’unico bagno che non riusciva a soddisfare le richieste della fila la quale si muoveva lentamente appoggiando prima un piede e poi alternandolo coll’altro sul pavimento forse allo scopo di trattenere la vescica. Erano passati più di sessanta minuti e qualcuno, forte di reni e scarso di pazienza aveva cominciato a lagnarsi dell’organizzazione come se, nel nostro caso la Presidente, avrebbe dovuto munire il gruppo di cateteri per procedere all’insegna del “No stop”.

Si ripartiva alla volta di Sternatìa, dove iniziava il vero programma della giornata per visitare i luoghi che ci avrebbero rinfrancato dai piccoli problemi di percorso. Il Prof. Gino Palmiotti ci aveva illuminato sul procedimento antico del ricavare olio dalle olive, spiegandone pure le origini della pianta e i popoli che per prima si erano cimentati a coltivarla. Prima di arrivare a Starnatìa ci è venuto incontro, con una macchina privata, il Presidente dell’Associazione Italo ellenica di Zollino, il Dott. Pompeo Maritati che ci ha fatto da guida per tutto il resto della giornata.

Specificare nota per segno tutto il percorso ci vorrebbe che si scrivesse un trattato apposta ma in linea di massima quasi tutti noi del gruppo ne abbiamo ricavate nozioni difficilmente dimenticabili tanto è stato interessante il tragitto. A Sternatìa abbiamo visitato il frantoio in un ipogeo, e il rinfresco presso la sede dell'Associazione Pro Loco a base di acqua, bruschette con olio del territorio; a Zollino con visita alla zona delle Pozzelle (antica raccolta delle acque piovane e citazione UNESCO DESS Tutela dell’acqua) e degustazione della specialità del posto: la sceblasti. In Zollino la temperatura si aggirava intorno ai quaranta gradi centigradi e il paesaggio con le case dipinte a calce, era abbagliato da un sole a dir poco “brutale” tanto che si camminava rasentando i muri in cerca d’inesistenti ombre (il sole era allo zen) per un qualche refrigerio. A Zollino il gruppo si era diviso per il pranzo: alcuni avevano preferito pranzare al sacco mentre gli altri avevano deciso recarsi in un locale per un pasto caldo. Noi ci siamo recati presso un circolo culturale, dove era ubicato un bar con fresche bevande e con una gentilissima signora che lo gestiva; un ordinato bagno faceva da complemento per i due sessi presenti i quali, rifocillatesi, si aprivano a versi declamati da alcuni di loro. Fuori, intanto, il sole dava il massimo di sé e la temperatura saliva tanto che le strade deserte avrebbero dato l’idea di trovarsi in una località messicana piuttosto che in Puglia. Il percorso ha proseguito verso Cutrofiano per visitare un’interessante cantina ipogea risalente al 1600 “L’Astore”, dove vi è stata una degustazione di vini e qualche socio ha fatto spesa del prodotto, dopo averlo trovato di suo gusto. Si è proseguito per Corigliano d’Otranto per visitare il castello e poi  verso Carpignano Salentino per visitare la Cripta Bizantina. Si era fatto tardi ma un’occhiata alla piazza, dove si stava svolgendo la festa del paese (Festa de lu mieru),che è la prima festa popolare del Salento. Il ritorno, per via della stanchezza, era stato silenzioso anzi, qualcuno si era assopito non dando più impazienza e lasciando all’autista di procedere verso Bisceglie, senza alcun obbligo di fermata, come se dentro le vesciche, le orine si fossero trasformate in borotalco.

Noi ci siamo diretti a casa, a San Ferdinando di Puglia, dopo aver preso la nostra macchina dal parcheggio di Bisceglie, dove l’avevamo lasciata, e siamo giunti che era passata la una del giorno dopo: con il telefono azzittito e una dormita senza interruzione, ci siamo svegliati alle nove.

                                 Salvatore Memeo 

 

Foto di: Ing. Gianni Carluccio

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